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La creatività non è mettere un font più grande.

  • 12 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

C’è una scena che si ripete spesso in questo lavoro. Il progetto è quasi finito, il visual funziona, il messaggio è chiaro, poi a un certo punto arriva quella frase che tutti quelli che lavorano nella comunicazione hanno sentito almeno una volta.

“Facciamo il font un po’ più grande.”


Ed è curioso, perché dentro una richiesta apparentemente semplice si nasconde uno degli equivoci più grandi sulla creatività. L’idea che comunicare significhi rendere qualcosa più visibile, più rumoroso, più evidente.

Come se bastasse aumentare la dimensione di un titolo, aggiungere un colore o riempire uno spazio per rendere un contenuto più forte.

Ma la creatività non funziona così.


La creatività non è enfatizzare qualcosa che non ha una direzione. Non è aggiungere elementi nella speranza che colpiscano di più. E soprattutto non è decorazione.

La parte più difficile non è scegliere il font, il colore o l’effetto giusto, la parte difficile arriva molto prima, quando bisogna capire cosa dire davvero e in che modo raccontarlo.

Perché puoi avere il layout perfetto, il visual più curato, la grafica più contemporanea, ma se dietro non esiste un’idea tutto resta vuoto.

Bello magari, ordinato, corretto, ma vuoto.


E oggi questa cosa si vede ovunque. Feed pieni di contenuti esteticamente impeccabili ma completamente intercambiabili. Comunicazioni che seguono trend, format, stili del momento, ma che non riescono a lasciare nulla.

Perché manca la cosa più importante, un punto di vista.

La creatività nasce lì, nel momento in cui scegli una direzione invece di limitarti a riempire uno spazio, nel momento in cui trovi un’idea capace di dare senso a tutto il resto.

A volte significa semplificare invece di aggiungere. Togliere invece di riempire. Lasciare respirare un messaggio invece di cercare continuamente qualcosa che “attiri l’attenzione”.

Perché attirare attenzione è facile.

Restare impressi è un’altra cosa.


Le idee più forti raramente sono le più complicate. Spesso sono quelle più essenziali, quelle che sembrano semplici solo perché dietro c’è stato un lavoro enorme di sintesi, di scelta, di visione.

Ed è proprio lì che si vede la differenza tra fare grafica e costruire comunicazione.

Nel primo caso sistemi elementi visivi. Nel secondo costruisci percezione.


Un font più grande può farsi notare per un secondo. Un’idea giusta può restare nella testa delle persone per anni.

Ed è questa la vera differenza.

Perché la creatività non serve a riempire spazio. Serve a dare significato a quello spazio.


 
 
 

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