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L'ironia è una cosa seria.

Aggiornamento: 26 ott 2023



Partiamo da un obiettivo fondamentale del marketing che è la soddisfazione del cliente.

Soddisfare un suo desiderio senza deludere mai le sue aspettative, attraverso la comunicazione del brand o del prodotto che dev’essere d’impatto con il visual per suscitare curiosità e convincente con il concept attraverso i valori del brand per suscitare fiducia. Se a questi due elementi aggiungiamo l’ironia, si può dar vita ad una forma di comunicazione molto attraente che sicuramente non passerà inosservata e ancor meglio ricordata e condivisa.


L’ironia però ha due facce, può portare vantaggi o svantaggi e va usata sempre responsabilmente dosando con estrema cura immagini e parole, perché ciascun target è diverso e può percepirla a proprio modo. Con gioia e buonumore ma anche, specie se utilizzata in temi particolari come ad esempio il sociale, con disapprovazione e risultare offensiva.


Se si decide di usarla, agenzia e cliente devono essere consapevoli di non fare mai il passo più lungo della gamba e cadere nel cratere dell’eccesso, questo rischierebbe di provocare una percezione negativa del messaggio e di conseguenza del prodotto e del brand, decretando il fallimento della campagna di comunicazione.


Solo con queste premesse, quella che oggi viene chiamata la Ironic Selling Proposition diventerà una potente arma di comunicazione per la aziende per attrarre nuovi clienti e consolidare i vecchi, dosandola sempre con responsabilità perché come diceva un vecchio slogan Pirelli, la potenza è nulla senza controllo.

L’ironia è una cosa seria. Usiamola responsabilmente.


Sandro Menga

Direttore Creativo

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